Il burkini: dalla spiaggia alla Milano Fashion Week

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La stagione estiva che si è appena conclusa si è caratterizzata, tra l’altro, dalle numerose polemiche relative al burkini e all’opportunità di indossarlo o meno in spiaggia: ebbene, la Milano Fashion Week ha colto al volo l’occasione mostrando al pubblico e agli addetti ai lavori un  nuovo burkini realizzato da Raffaella D’Angelo, una stilista di Como che ha pensato ad un costume da bagno destinato in maniera specifica alle donne musulmane.

Dai costumi provocanti al burkini

Si tratta di un burkini di colore bianco, che fa della raffinatezza il suo tratto distintivo, come testimoniato dalla presenza dei dettagli floreali, con colorazione ocra, in grado di trasmettere eleganza e ricercatezza. La D’Angelo da più di due decenni si è specializzata nel pensare e disegnare costumi da bagno: questa volta, a contribuire al successo delle sue idee è stata Federica Pellegrini, la nuotatrice italiana più forte di tutti i tempi, che ha presentato la collezione Spring – Summer 2017 e, di conseguenza, il burkini made in Italy, che copre non solo le gambe, ma anche le braccia e la testa, rispettando le regole imposte dalla sharia in materia di abbigliamento femminile.

Raffaella D’Angelo ha saputo farsi conoscere per la versatilità delle sue creazioni sartoriali, non di rado sensuali e provocanti: con il burkini, evidentemente, ha voluto percorrere una strada diversa, in evidente contrasto rispetto ai costumi da bagno due pezzi e interi che completano la collezione, nelle tonalità del beige, dell’arancione, del bianco, del verde e del rosa.

Tornando al burkini, e cercando di stare alla larga da tutte le polemiche facili da immaginare, molti lo hanno considerato come un segno di modernità, anche perché è stato realizzato con un tessuto elasticizzato morbido, esattamente lo stesso che si adopera per i costumi da bagno tradizionali. Questo capo è stato creato con l’intento di rispettare la cultura delle ragazze e delle donne che vorranno indossarlo, con una maglietta a maniche lunghe, i fuseaux a coprire le gambe ed un cappuccio, che per fortuna lascia il volto scoperto. Certo, la fisicità viene nascosta, ma ciò che importa è il passo in avanti della moda, anche se la stilista italiana non ha fatto mistero delle reazioni sessiste, spesso eccessive e a volte scomposte, che sono derivate dalla sua intuizione. Il dibattito non si è del tutto placato, ma la Settimana della Moda di Milano ha dimostrato di essere aperta e disponibile ai cambiamenti della società.

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