Vestirsi da astronauta è veramente la prossima tendenza?

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Vestirsi da astronauta? No, non è una proposta per i prossimi festeggiamenti di Carnevale; sembra essere, piuttosto, l’idea di molti stilisti, almeno a giudicare da quello che abbiamo visto sulle passerelle nelle ultime settimane e, in particolare, in occasione della Fashion Week di Parigi. Le sfilate autunno inverno 2017, infatti, hanno messo in mostra decolli cosmici e accenni nemmeno troppo impliciti a un universo composto da astronavi e da donne; queste, smessi i panni di casalinghe o manager, diventano esploratrici dello spazio che non rinunciano a vestire couture.

Vestirsi da astronauta non è un azzardo

vestirsi da astronautaVestirsi da astronauta è il futuro per molte donne; non è difficile trarre spunto dalla forza d’animo di Samantha Cristoforetti per cercare di raggiungere obiettivi prestigiosi nella propria vita.

A questo punto, non puoi non considerare il fatto che la Settimana della Moda nella capitale francese si è chiusa con un razzo fatto partire da Chanel. All’interno del Grand Palais, infatti, è stata ricostruita con la massima precisione e con dettagli perfetti una navicella spaziale; questa si è poi alzata in aria alla conclusione della sfilata come se fosse in corso un lancio nello spazio.

Ovviamente, per spingere le ragazze a vestirsi da astronauta, i designer si sono ispirati al futuro ma, soprattutto, hanno dato un’occhiata al passato, in particolare agli anni ’60; sono proprio quegli anni che, con lo sbarco sulla Luna, hanno iniziato a far sognare l’umanità.

Ai grandi stilisti piace andare oltre

Courréges, per esempio, ha voluto attingere al proprio archivio; ha, così, puntato su mini abiti in vinile e gonne corte, ma soprattutto su giacche costruite. Queste, vestirsi da astronautaa dir la verità, hanno più di qualche somiglianza con i costumi di Star Trek; vi si avvicinano non solo dal punto di vista del design, ma anche per quel che riguarda i colori, con l’arancione, l’azzurro e il giallo a dominare.

Non è stato da meno Emilio Pucci. Partendo dai suoi famosi caftani, ha proposto maglie in tinte fluo, con frange extra-terrestri e orli infiniti come l’universo. Comme Des Garçons, con Rei Kawakubo, come sempre, ha sperimentato; come? Avvolgendo le modelle in vestiti che la stessa stilista ha precisato essere di non maglia e di non tessuto. I corpi sono, quindi, inglobati all’interno di volumi certo poco eleganti e molto eccessivi, volutamente distorti. Ma non è tutto: da Christopher Kane a Calvin Klein, sono stati molti i brand che hanno oscillato tra l’avanguardia aliena e l’eleganza più classica. Tu che ne pensi? Vestirsi da astronauta sarà il trend del futuro?

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